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Riccardo Bassi
4 mesi fa
Reparto
Ospedale
Riccardo Bassi
4 mesi fa
La dottoressa che mi ha seguito è stata un angelo. Ha capito subito che la mia non era solo una crisi passeggera e ha impostato un percorso terapeutico a lungo termine. Anche dopo le dimissioni mi hanno indirizzato verso i servizi territoriali giusti. Un esempio di buona sanità che funziona.
Reparto
Ospedale
Marcolino Rizzi
4 mesi fa
La struttura è vecchia e avrebbe bisogno di una ristrutturazione urgente. I muri sono scrostati e l’arredamento è triste e datato. Un ambiente così cupo non aiuta certo chi soffre di disturbi dell’umore. Basterebbe poco, magari un po’ di colore alle pareti, per renderlo più accogliente e meno opprimente.
Reparto
Ospedale
Silvana Destro
4 mesi fa
Sono stata ricoverata per una grave depressione e mi sono sentita protetta. Il colloquio quotidiano con lo psichiatra è stato fondamentale per capire le radici del mio malessere. Ho apprezzato molto anche il coinvolgimento dei miei familiari nel percorso di cura, che ci ha permesso di affrontare insieme il problema.
Elena Mariani
5 mesi fa
Gli spazi esterni sono inaccessibili o impraticabili. Non poter prendere una boccata d’aria fresca o vedere il sole per giorni interi è alienante. Anche per i fumatori c’è solo una stanzetta soffocante. L’ora d’aria dovrebbe essere garantita in un giardino o in un cortile sicuro, come parte della terapia.
Reparto
Ospedale
Stefano Greco
5 mesi fa
La pulizia delle camere e dei bagni è ottima. Le lenzuola vengono cambiate regolarmente e c’è sempre tutto l’occorrente per l’igiene personale. In un momento in cui ci si sente fragili, avere intorno un ambiente curato e pulito aiuta molto a mantenere la dignità e il decoro.
Reparto
Ospedale
Valentina Ferretti
5 mesi fa
Mi ha colpito la disponibilità degli operatori socio-sanitari, sempre pronti a soddisfare le piccole richieste e a fare due chiacchiere per alleviare la solitudine. È un reparto dove, nonostante la sofferenza, non ci si sente mai soli o abbandonati. Grazie di cuore per tutto quello che avete fatto.
Reparto
Ospedale
Fabio Moretti
6 mesi fa
Un ringraziamento speciale a tutto il personale dell’SPDC di Terni. In un momento di grande buio per la mia vita, ho trovato persone capaci di ascoltare e accogliere il mio dolore senza giudicare. I medici sono competenti e hanno saputo calibrare la terapia farmacologica in modo da farmi stare meglio senza ‘zombificarmi’.
Reparto
Ospedale
Claudio Fiore
6 mesi fa
Ho trovato alcuni infermieri un po’ freddi e distaccati, quasi scocciati dalle richieste dei pazienti. Capisco che sia un lavoro usurante, ma chi sta male ha bisogno di empatia, non di sguardi annoiati. A volte basta un tono di voce sgarbato per far crollare l’umore di chi è già depresso.
Reparto
Ospedale
Serena Marino
6 mesi fa
Ho trovato grande professionalità e competenza nella gestione delle crisi acute. Il personale sa come intervenire per calmare i pazienti agitati senza usare metodi violenti o coercitivi inutili. Si vede che c’è una formazione specifica e un’attenzione alla persona prima ancora che al malato.
Reparto
Ospedale
Elisa Gentile
7 mesi fa
Nonostante i pregiudizi che spesso si hanno sui reparti di psichiatria, qui ho trovato un ambiente tranquillo e ben organizzato. Ci sono spazi comuni dove poter socializzare con gli altri pazienti e guardare la tv. Il cibo è buono e gli orari sono rispettati. Un luogo sicuro dove riprendere fiato.
Reparto
Ospedale
Chiara Pellegrini
8 mesi fa
L’umanità degli infermieri è commovente. Hanno sempre una parola gentile e un sorriso, anche nelle situazioni più difficili. Mi hanno aiutato a gestire l’ansia e a ritrovare un po’ di serenità. La struttura è pulita e anche se è un reparto ‘chiuso’, si respira un’aria di rispetto e dignità per il paziente.
Reparto
Ospedale
Giada Bellini
8 mesi fa
Mio fratello è stato contenuto fisicamente al letto per due giorni consecutivi senza che ci fosse una reale necessità clinica. È uscito con i polsi lividi e traumatizzato dall’esperienza. La contenzione dovrebbe essere l’ultima ratio, non un metodo per gestire la carenza di personale o la mancanza di pazienza. È una violazione dei diritti umani.
Reparto
Ospedale
Alessia Villa
9 mesi fa
C’è troppa noia durante il giorno. A parte i pasti e la visita medica, non ci sono attività ricreative o terapeutiche strutturate. Passiamo il tempo a fumare o a fissare il soffitto. La riabilitazione dovrebbe iniziare già durante il ricovero con laboratori o gruppi di discussione, invece il nulla assoluto.
Reparto
Ospedale
Roberto Andreoli
9 mesi fa
La privacy è quasi inesistente. Le stanze sono a più letti e spesso ci si trova a convivere con persone che hanno patologie molto diverse e a volte disturbanti. I colloqui con i medici a volte avvengono in corridoio o con la porta aperta, alla mercé di chi passa. Bisognerebbe tutelare meglio la riservatezza.
Reparto
Ospedale
Antonio Lombardi
56 anni fa
Durante la notte una paziente è entrata nella stanza di mia madre e l’ha aggredita verbalmente, spaventandola a morte. Non c’era nessuno a sorvegliare il corridoio. La sicurezza dei pazienti dovrebbe essere la priorità assoluta, specialmente in un reparto dove ci sono persone instabili. Una negligenza gravissima che poteva finire male.
La dottoressa che mi ha seguito è stata un angelo. Ha capito subito che la mia non era solo una crisi passeggera e ha impostato un percorso terapeutico a lungo termine. Anche dopo le dimissioni mi hanno indirizzato verso i servizi territoriali giusti. Un esempio di buona sanità che funziona.
La struttura è vecchia e avrebbe bisogno di una ristrutturazione urgente. I muri sono scrostati e l’arredamento è triste e datato. Un ambiente così cupo non aiuta certo chi soffre di disturbi dell’umore. Basterebbe poco, magari un po’ di colore alle pareti, per renderlo più accogliente e meno opprimente.
Sono stata ricoverata per una grave depressione e mi sono sentita protetta. Il colloquio quotidiano con lo psichiatra è stato fondamentale per capire le radici del mio malessere. Ho apprezzato molto anche il coinvolgimento dei miei familiari nel percorso di cura, che ci ha permesso di affrontare insieme il problema.
Gli spazi esterni sono inaccessibili o impraticabili. Non poter prendere una boccata d’aria fresca o vedere il sole per giorni interi è alienante. Anche per i fumatori c’è solo una stanzetta soffocante. L’ora d’aria dovrebbe essere garantita in un giardino o in un cortile sicuro, come parte della terapia.
La pulizia delle camere e dei bagni è ottima. Le lenzuola vengono cambiate regolarmente e c’è sempre tutto l’occorrente per l’igiene personale. In un momento in cui ci si sente fragili, avere intorno un ambiente curato e pulito aiuta molto a mantenere la dignità e il decoro.
Mi ha colpito la disponibilità degli operatori socio-sanitari, sempre pronti a soddisfare le piccole richieste e a fare due chiacchiere per alleviare la solitudine. È un reparto dove, nonostante la sofferenza, non ci si sente mai soli o abbandonati. Grazie di cuore per tutto quello che avete fatto.
Un ringraziamento speciale a tutto il personale dell’SPDC di Terni. In un momento di grande buio per la mia vita, ho trovato persone capaci di ascoltare e accogliere il mio dolore senza giudicare. I medici sono competenti e hanno saputo calibrare la terapia farmacologica in modo da farmi stare meglio senza ‘zombificarmi’.
Ho trovato alcuni infermieri un po’ freddi e distaccati, quasi scocciati dalle richieste dei pazienti. Capisco che sia un lavoro usurante, ma chi sta male ha bisogno di empatia, non di sguardi annoiati. A volte basta un tono di voce sgarbato per far crollare l’umore di chi è già depresso.
Ho trovato grande professionalità e competenza nella gestione delle crisi acute. Il personale sa come intervenire per calmare i pazienti agitati senza usare metodi violenti o coercitivi inutili. Si vede che c’è una formazione specifica e un’attenzione alla persona prima ancora che al malato.
Nonostante i pregiudizi che spesso si hanno sui reparti di psichiatria, qui ho trovato un ambiente tranquillo e ben organizzato. Ci sono spazi comuni dove poter socializzare con gli altri pazienti e guardare la tv. Il cibo è buono e gli orari sono rispettati. Un luogo sicuro dove riprendere fiato.
L’umanità degli infermieri è commovente. Hanno sempre una parola gentile e un sorriso, anche nelle situazioni più difficili. Mi hanno aiutato a gestire l’ansia e a ritrovare un po’ di serenità. La struttura è pulita e anche se è un reparto ‘chiuso’, si respira un’aria di rispetto e dignità per il paziente.
Mio fratello è stato contenuto fisicamente al letto per due giorni consecutivi senza che ci fosse una reale necessità clinica. È uscito con i polsi lividi e traumatizzato dall’esperienza. La contenzione dovrebbe essere l’ultima ratio, non un metodo per gestire la carenza di personale o la mancanza di pazienza. È una violazione dei diritti umani.
C’è troppa noia durante il giorno. A parte i pasti e la visita medica, non ci sono attività ricreative o terapeutiche strutturate. Passiamo il tempo a fumare o a fissare il soffitto. La riabilitazione dovrebbe iniziare già durante il ricovero con laboratori o gruppi di discussione, invece il nulla assoluto.
La privacy è quasi inesistente. Le stanze sono a più letti e spesso ci si trova a convivere con persone che hanno patologie molto diverse e a volte disturbanti. I colloqui con i medici a volte avvengono in corridoio o con la porta aperta, alla mercé di chi passa. Bisognerebbe tutelare meglio la riservatezza.
Durante la notte una paziente è entrata nella stanza di mia madre e l’ha aggredita verbalmente, spaventandola a morte. Non c’era nessuno a sorvegliare il corridoio. La sicurezza dei pazienti dovrebbe essere la priorità assoluta, specialmente in un reparto dove ci sono persone instabili. Una negligenza gravissima che poteva finire male.