CHIRURGIA GENERALE : GASTROENTEROLOGICA
La Chirurgia Gastroenterologica, che studia le malattie chirurgiche del tubo digerente e delle ghiandole ad esso annesse, ha raggiunto oggi un grado così elevato di raffinatezza e di specializzazione che quando si parla di Chirurgia Generale si suole solitamente fare riferimento proprio ad essa, nel senso che il chirurgo generale si identifica, oggi, soprattutto con il chirurgo gastroenterologo.
Il CANALE ALIMENTARE è un tubo che raggiunge globalmente i 10 m. di lunghezza e che serve alla assunzione, digestione e assimilazione degli alimenti. Esso inizia nella bocca e termina nell’ano .

Esofago. – E quel tratto del canale alimentare che fa seguito alla faringe e termina nello stomaco. Lungo in media 25 cm, esso presenta un decorso quasi rettilineo e viene diviso in tre porzioni successive: L’esofago cervicale, lungo 5 cm, compreso tra la colonna cervicale posta al di dietro e la trachea che e posta anteriormente; l’esofago toracico, lungo 16-18 cm, situato tra la colonna dorsale, che gli sta dietro, e il cuore che gli sta davanti; l’esofago addominale, lungo 4-6 cm, situato posteriormente al lobo sinistro del fegato e anteriormente ai pilastri del muscolo diaframma.
Fisiologicamente l’esofago svolge la funzione di passaggio e di propulsione del cibo masticato
(ìl bolo alimentare) dalla bocca allo stomaco.
Stomaco.,- E una dilatazione sacciforme del canale alimentare posta tra l’esofago e il duodeno. Esso presenta due pareti, quella anteriore e quella posteriore, che si incontrano lungo due margini, la piccola e la grande curva. Viene anatomicamente suddiviso in tre porzioni che, dall’alto al basso, sono: il fondo, il corpo e l’antro. Il suo limite col duodeno e rappresentato dal piloro, vero e proprio sfintere muscolare che, contraendosi, impedisce il passaggio del cibo dallo stomaco al duodeno fino a quando non è stato digerito.
Fisiologicamente lo stomaco serve a digerire i cibi proteici aggredendoli con l’acido cloridrico e la tripsina; la secrezione acido-gastrica è regolata dall’azione dei nervi vaghi (stimolatori) e del sistema simpatico (inibitore); la gastrina è un ormone prodotto dal pancreas, ha, come i nervi vaghi, un’attività di stimolazione sulla secrezione gastrica.
Duodeno. – E la prima porzione dell’intestino tenue; esso misura in media 30 cm e possiede la forma di una grossa C: la sua importanza risiede nel suo intimo rapporto col pancreas e nel fatto che nella sua porzione media sfociano, attraverso la papilla di Vater, il dotto coledoco e il dotto pancreatico di Wirsung . La funzione del duodeno consiste nel permettere alla bile e al succo pancreatico di agire sugli alimenti in modo da favorirne la successiva assimilazione.
Digiuno-ileo. – E quel segmento di intestino tenue che fa seguito al duodeno e termina nel Cieco. Ha una lunghezza media, nel cadavere,
di oltre 6 m, ma, nel vivente, a causa del suo stato di tono, raggiunge appena i 5 m. Esso è formato da un convoluto irregolare di anse tenute in posizione relativamente fissa dal mesentere che e una piega del peritoneo che tiene unito il digiuno-ileo alla parete addominale posteriore.
Fisiologicamente il digiuno-ileo provvede alla assimilazione delle molecole alimentari, delle vitamine, dell’acqua e degli elettroliti.
Crasso. – E’ l’ultima porzione del tubo digerente; lungo in media 180 cm, esso si compone di tre porzioni successive : il cieco, il colon e il retto. Il cieco, la porzione iniziale, è la parte in cui affluisce l’ ultima ansa ileale e presenta, alla sua estremità inferiore, l’appendice ciecale. ll Colon, a sua volta, è suddiviso in quattro segmenti: il colon ascendente, il colon trasverso, il colon discendente e il sigma. Il retto e l’ ultima porzione del crasso: lungo circa 12 cm, inizia con una dilatazione, l’ampolla rettale, si continua nel canale anale e si apre infine all’esterno attraverso l’ano.
L’intestino Crasso è deputato al riassorbimento dell’acqua dal contenuto alimentare che gli arriva dal digiuno-ileo e alla produzione delle feci. Queste vengono raccolte nell’ampolla rettale ed eliminate con l’atto della defecazione, la defecazione è controllata dalla presenza, nel canale anale, di un robusto anello di muscolatura (lo sfintere anale) che ne condiziona lo stato di chiusura e di apertura in rapporto alle esigenze fisiologiche.
Fegato e vie biliari. – Il fegato e la ghiandola più voluminosa del corpo umano; nell’adulto normale pesa 1.400-.1 .500 g ed è di colorito rosso-bruno. Organo quasi completamente protetto dalla cupola diaframmatica, esso presenta due lobi (destro e sinistro), una faccia superiore a forma di cupola che corrisponde alla concavità del diaframma e una faccia inferiore nella quale riposano la colecisti, disposta anteriormente, e la vena cava inferiore, posta in un piano più posteriore. Il fegato occupa completamente l’ipocondrio destro e parte dell’epigastrio e dell’ipocondrio sinistro.
Le funzioni svolte dal fegato sono numerosissime e assai disparate: le principali riguardano l’accumulo di glìcogeno (a scopo energetico) partendo dal glucosio; la sintesi di proteine, di lipidi e di alcuni fattori della coagulazione del sangue; la disintossicazione dell’organismo da sostanze nocive; il metabolismo e l’eliminazione dei farmaci; la produzione della bile. Le vie biliari sono rappresentate da una serie di canalicoli biliari intraepatici che, confluendo tra loro e emergendo dalla faccia inferiore del fegato, formano i due dotti epatici (destro e sinistro); questi si uniscono e originano il dotto
epatico comune e quindi il dotto coledoco che, dopo aver attraversato il pancreas sfocia, insieme al dotto di Wirsung, nel duodeno, attraverso la papilla di Vater. Il coledoco riceve, attraverso il dotto cistico, il contenuto di bile raccolto nella vescichetta biliare o colecisti. La funzione delle vie biliari e quella di convogliare la bile prodotta dal fegato nella colecisti; qui la bile subisce un processo di disidratazione e, di concentrazione; dalla colecisti la bile, così modificata, durante la digestione viene spinta nel coledoco e, da questo, nel duodeno dove agisce sugli alimenti lipidici in modo da favorirne l’assimilazione.
Pancreas. – E una ghiandola a secrezione sia endocrina che esocrina, Essa è distinta in tre porzioni: la testa, completamente circondata dalla C duodenale, il corpo, che fa seguito alla testa e la coda. Il pancreas è un organo profondamente situato nell’addome, dietro allo stomaco e in sede retroperitoneale. La componente endocrina ha sede nelle isole di Langerhans che provvedono alla secrezione di Insulina (ormone ipoglicemizzante) e di Glucagone (ormone iperglicemizzante); esistono inoltre le cellule G che producono l’ormone Gastrina.
La componente esocrina provvede invece alla produzione di enzimi che, eliminati nel duodeno attraverso il dotto principale di Wirsung o il dotto accessorio di Santorini, permettono la digestione degli alimenti.
Topografia addominale L’anatomia topografica dell’addome prevede, per ragioni di studio, la sua suddivisione in nove regioni così distinte: ipocondrio destro e sinistro e mesogastrio in alto, fianco destro e sinistro e mesogastrio nel mezzo, fossa iliaca destra e sinistra e ipogastrio in basso. La loro conoscenza e utile per risalire ai vari organi che si trovano sulla proiezione di queste aree della parete addominale e attribuire
ad essi una precisa responsabilità in caso di dolori addominali o altre manifestazioni di malattia
Topografia dell’addome. – 1) Ipocondrio destro. 2) Epigastrio. 3) Ipocondrio sinistro. 4) Fianco destro. 5) Mesogastrio. 6) Fianco sinistro. 7) Fossa
iliaca destra. 8) Ipogastrio. 9) Fossa iliaca sinistra.

