1. Preparazione alla Chirurgia
L’obiettivo di un corretto approccio biologico al paziente chirurgico è, nella fase preoperatoria, quello di valutare lo stato di salute fisica e il grado di alterazioni organiche prodotte dalla malattia e quello di preparare il paziente ad affrontare l’intervento nelle migliori condizioni possibili; nella fase post-operatoria è quello di sorvegliare e di agevolare la regolare risposta del Paziente al trauma chirurgico e di restituirlo allo stato di salute.
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Fase preparatoria del Paziente Chirurgico
Ogni paziente candidato a un intervento chirurgico di elezione, richiede una valutazione globale per verificare se le condizioni biologiche dei suoi vari organi e apparati sono tali da garantire la perfetta riuscita dell’intervento stesso. Per esprimere tale valutazione è necessaria la esecuzione di una serie di indagini cliniche, Laboratoristiche, radiologiche e strumentali, per motivi di ordine legale oltre che per sapersi orientare su quella che sarà la capacità di risposta del paziente al trauma operatorio, ad avere una precisa conoscenza.
In linea generale il paziente che sarà sottoposto ad un intervento chirurgico di elezione, deve essere studiato sotto i seguenti profili:
– valutazione cardiocircolatoria: si fonda sulla ascoltazione cardiaca, sull’esame elettrocardiografico, sul rilievo del polso e della pressione arteriosa
– valutazione respiratoria: comporta la esecuzione di un esame clinico del torace, di un esame radiologico del torace e,. In casi particolari, delle prove di funzionalità respiratoria, della broncografia e della broncoscopia
-valutazione laboratoristica: esame emocromocitometrico per l’analisi quantitativa dei Globuli Rossi, dei Globuli Bianchi, delle Piastrine e dell’Emoglobina; glicemia (per la ricerca del diabete mellito); azotemia, creatininemia e esame completo delle urine (ricerca di alterazioni della funzione renale); transaminasi, pseudocolinesterasi, colesterolo, trigliceridi, fosfatasi alcalina e elettroforesi (profilo epatico); prove di emocoagulazione per l’accertamento di un difetto coagulativo e la valutazione del rischio emorragico (attività protrombinica, tempo di coaguiazione, fibrinogeno e piastrine); protidemia totale (per la verifica dello stato delle riserve plastiche dell’individuo); gruppo sanguigno (possibile richiesta di emotrasfusioni). Se la valutazione globale del paziente indica la completa regolarità delle varie funzioni indagate si passa alla fase successiva, quella cioè della preparazione specifica del paziente all’intervento; questa ha, tra l’altro, lo scopo di aiutare il paziente ad apparire nella sua forma migliore e a mantenere o a sviluppare in lui una naturale fiducia in sè stesso.
La dieta. – Il giorno che precede l’intervento sarà somministrata, salvo indicazioni diverse, una dieta leggera e facilmente digeribile (es, minestrina, formaggio tenero, grissini e frutta cotta), mentre la sera sarà permessa solo una dieta liquida (es. brodo, thè zuccherato, camomilla).Non sarà consentito l’uso del tabacco, dell’alcool e del caffè.
L’igiene del corpo. – E consigliabile, la sera prima dell’intervento, un bagno o una doccia, con particolare accuratezza nella pulizia dell’ombelico e delle pieghe cutanee: ciò ha lo scopo non solo di migliorare le condizioni di pulizia, ma anche di fornire al Paziente un gradevole senso di benessere. Anche l’igiene del cavo orale mediante collutori è importante per prevenire infezioni della bocca facilitate, nel periodo post-operatorio, dalla inevitabile secchezza delle fauci e dalla eventuale presenza di un sondino naso-gastrico.
L’alvo e la diuresi. – Salvo indicazioni particolari, come ad esempio in caso di interventi sul colon, la preparazione intestinale viene effettuata con la esecuzione di un clistere evacuante la sera che precede l’intervento e di una peretta la mattina dell’intervento, ma solo in caso di operazioni che interessino il canale alimentare; negli altri casi tale pratica è del tutto inutile. ln ogni caso e bene evitare la ripetizione di più di due clisteri nella giornata poiché ciò oltre a rappresentare un motivo di affaticamento e di sconforto per il Paziente, può dare luogo a irritazioni della mucosa intestinale. La vescica deve essere svuotata appena prima che il Paziente acceda alla sala operatoria per prevenire il dolore da distensione vescicale nel periodo post operatorio; dove indicato si procederà alla introduzione di un catetere vescicale (es. interventi sul retto).
La tricotomia. – La sera che precede l’intervento il Paziente deve essere rasato nella regione dove il chirurgo intende condurre l’incisione cutanea e nelle regioni limitrofe. La tricotomia dovrà essere accurata e gentile, evitando la produzione di escoriazioni cutanee che, a causa della successiva produzione di essudato, potrebbero favorire lo sviluppo di una flora batterica capace di inquinare la ferita chirurgica. A tale scopo sarà bene non solo eseguire una tricotomia bagnata con acqua e sapone utilizzando rasoi monouso perfettamente puliti e taglienti, ma anche far seguire alla tricotomia la immediata disinfezione dell’area rasata con un battericida colorato (ad es. Alcool lodato o Citrosil) che, disponendosi in strato sottile sulla cute, agisce come un film proteggente. Eseguita la tricotomia, una cura particolare dovrà essere dedicata alla pulizia dell’ombelico, ricettacolo insidioso di una flora batterica mista: tale operazione si compie dapprima fregando la cicatrice ombelicale con un tamponcino imbevuto di etere e montato su una pinza di Kocher e, quindi, disinfettandola con una soluzione antisettica (ad es. Citrasit o Mercurocromo). Meglio ancora sarebbe eseguire queste manovre non la sera che precede l’intervento, ma la mattina stessa dell’intervento, una o al massimo due ore prima di questo.
Informazioni al Paziente. -L’Infermiere Professionale deve collaborare col Chirurgo per fornire al paziente tutte le spiegazioni necessarie sulla natura dell’intervento programmato utilizzando un linguaggio semplice e accessibile. Inoltre egli dovrà informare il Paziente, in particolare per quelli più anziani, più biologicamente compromessi, o più negligenti, sulle misure atte a prevenire le complicazioni post-operatorie. Nel caso sia prevista, in seguito all’intervento, l’applicazione di protesi artificiali o di particolari apparecchiature (ad es. sacchetti per colostomia), il paziente dovrà essere informato di queste necessità ed istruito sin dall’inizio sulla corretta esecuzione delle manovre per assicurarsi la massima indipendenza. Al paziente, infine, dovrà essere indicato l’orario approssimativo dell’intervento.
ll problema dei visitatori. – Ogni Paziente, in prossimità dell’intervento, ha diritto a un libero rapporto con i familiari e gli amici, purché questo non determini, anziché una normale tranquillizzazione, delle pericolose reazioni emotive nel senso della ansietà o della eccessiva commozione: in tal senso è compito della discrezione, ma anche della decisione, dell’Infermiere stabilire un sincero rapporto con ì familiari convincendoli a limitare il numero dei visitatori e la durata dei colloqui. Nell’immediato periodo post-operatorio sarà invece consentita l’assistenza di un solo familiare per volta.
Riposo e sonno. – Il Paziente che si appresta all’intervento chirurgico ha bisogno di trascorrere una notte serena per affrontare in condizioni di riposo fisico e mentale la situazione di stress che deriva dall’operazione: in linea generale, pertanto, il suo soggiorno in ospedale dovrà essere impostato in modo che vengano evitate altre condizioni di stress; inoltre la sera che precede l’intervento egli verrà sottoposto a sedazione farmacologica con un preparato di tipo barbiturico (ad es. una compressa di Amytal da 100 mg) o di tipo benzodiazepinico (ad es. una fiala di Valium da 10 mg); nei bambini è sufficiente una compressa di Luminalette da 15 mg. E comunque importante ricordare che altrettanto validi sedativi sono il calore di una parola rassicurante, una adeguata preparazione psicologica e la eliminazione di quegli elementi capaci di agire nel senso di una eccessiva stimolazione psichica (discussioni polemiche, letture o programmi televisivi eccitanti, esuberante numero di visitatori, disordine nella camera o rumori nella corsia).
Protesi, anelli, trucco. – Prima dell’avvio alla sala operatoria l’Infermiere deve assicurarsi che le dentiere e i ponti siano stati rimossi in modo da evitare la loro rottura o, peggio, la loro accidentale ingestione durante l’intubazione anestesiologica. Anche gli apparecchi artificiali, le protesi acustiche e altri tipi di protesi mobili vanno rimossi e riposti nel comodino del Paziente o affidati a un suo familiare; lo stesso vale per anelli, orologi e altri oggetti preziosi. Occorre poi eliminare qualsiasi traccia di trucco dal volto e dai letti ungueali spiegando al Paziente che la presenza di colorazioni artificiali impedisce all’Anestesista una corretta valutazione dello stato di ossigenazione dei tessuti durante la narcosi.
La premedicazione. – Circa 30 minuti prima che il paziente venga condotto alla sala operatoria egli viene sottoposto a premedicazione: questa consiste, in genere, nella somministrazione, per via intramuscolare, di un farmaco sedativo per ridurre lo stato di tensione (ad es. Fargan,1 fiala) e di un farmaco inibitore della secrezione dell’albero bronchiale (ad es. Atropina,1 fiala) per facilitare l’intubazione e il mantenimento della narcosi evitando il ristagno di secrezione nei bronchi.
Vestiario. – Il paziente, prima di essere condotto alla sala operatoria, deve essere completamente spogliato dei suoi indumenti; questi verranno sostituiti da un camice con allacciatura posteriore, da calzerotti in tela o in tessuto a perdere e, in caso di capigliatura rigogliosa, da una cuffia per raccogliere i capelli.
Verso il Blocco Operatorio. – Ultimati tutti i compiti descritti il paziente viene accompagnato con la relativa cartella clinica alla sala di preanestesia. Il trasferimento sarà effettuato su letto oppure su una apposita barella che faciliterà il trasbordo del Paziente da questa al lettino operatorio. Ln ogni caso l’Infermiere professionale ha il dovere di restare vicino al paziente finche questi non sarà ricevuto dai colleghi o dall’Anestesista. Completata questa fase all’infermiere professionale spetta il compito di preparare il letto del paziente per accoglierlo al termine dell’operazione.
